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In tempi come quelli che viviamo, che vedono la trasformazione degli spazi teatrali e culturali in supermercati dell'indifferenza e dell'apatia, andare controcorrente come i salmoni, mimetizzarsi con il camminare lento e all'incontrario dei gamberi, come proviamo a farlo noi del Velasco, crediamo sia degno di nota e meritevole di risonanza mediatica.

E' nostra intenzione, nostro desiderio, con questa Associazione culturale, voler dare un segnale forte, tracciare un solco, aprire un varco che, partendo dalla nostra città, da Marsala, da un piccolo osservatorio "ai confini dell'impero", possa trovare seguito e attenzione in ogni parte d'Italia.

Va sottolineato che il "Baluardo Velasco - Espacio teatral", non gode di alcun contributo pubblico né di alcuna simpatia "di parte", esso nasce dall'impegno di quattro soci e dal fattivo e prezioso contributo di sponsor privati. L'Associazione Culturale "Baluardo Velasco", deve il suo nome a un antico bastione della città di Marsala, edificato dagli spagnoli nel XVI secolo. Questa roccaforte, caduta nell'oblìo, venne circondata da moderni edifici, costruiti durante l'edificazione selvaggia degli anni '60, quando la politica famelica mise, per parafrasare Rosi, "le mani sulle città", per essere poi, finalmente, riportata alla luce, nei primi anni '90, dopo lunghe battaglie legali e politiche.
Riprendere il nome di questo bastione, farlo rivivere attraverso la nostra Associazione ha significato la volontà di dare un segnale forte di memoria alla nostra città che rischiava e rischia, seriamente, di relegare nella dimenticanza ogni forma di cultura e di spettacolo, proprio come accadde, a suo tempo, all'antico bastione spagnolo. Il termine "baluardo" va inteso, pertanto, anche e soprattutto come una sorta di "protezione", di difesa dall'unico nemico, da quella "barbarie culturale" di adorniana memoria, dall'ignoranza voluta e dalla miopia di tanta classe politica.

La voce accessoria "éspacio teatral", che accompagna il logo ufficiale dell'associazione nell'insegna del nostro teatro, è giustificata dall'ansia internazionale di questo progetto culturale che vuole, in un armonico amalgama fra lingua e dialetti, tradizione e innovazione, esperienza e aspettativa, in primo luogo, spazzare via, pur nel rispetto delle specificità locali, tutta l'autoreferenzialità e il provincialismo culturale che, purtroppo, ancora contraddistinguono e isolano il nostro territorio.

Ri-nasce così Baluardo Velasco, aperto, principalmente, al teatro, certo, ma anche alla musica, alle presentazioni di libri, a mostre fotografiche, di pittura, scultura, a conferenze, a laboratori e, soprattutto a scambi di idee e progetti fra tutti i cittadini attivi che hanno a cuore un concetto di cultura inteso come responsabilizzazione in prima persona di tutte e di tutti, perché la cultura è anche e soprattutto capacità di dar risposte, risposte concrete, tangibili e fruibili da chiunque senza alcuna lente che ne distorca i reali contenuti.

La direzione artistica della struttura è affidata all'attore e regista Salvo Ciaramidaro, allo scrittore e autore di testi teatrali Claudio Forti, all'editore, musicista e compositore Paolo Navarra e a Diana D'Angelo poliedrica attrice siciliana.

Dicevamo in esordio che il nostro Espacio Teatral è immaginato e voluto come spazio indipendente e lontano da "utilitaristici accaparramenti politici". E però riteniamo che il nostro sia un vero spazio politico se, come diceva Norberto Bobbio, la politica debba essere intesa come spazio pubblico in pubblico, come casa di vetro, come trasparenza e non come spazio privato in privato o, ancora peggio, come spazio pubblico in privato. Ci auguriamo che questa iniziativa diventi davvero un bene comune, un bene pubblico affidato alla comunità intera, alla città.

 

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